Gli arcipelaghi spagnoli sono tra le mete preferite del turismo internazionale, che già nel primo trimestre 2015 si è rivelato performante nella penisola iberica (10 milioni di arrivi secondo il ministero dell’Industria, energia e turismo spagnolo, +5,3% rispetto allo stesso periodo del 2014). Le Canarie sono in vetta alla classifica (3,1 milioni di arrivi) e le Baleari sono tra le prime cinque Comunità autonome, con oltre 514mila turisti, confermando il trend positivo da oltre 5 anni.

Il turismo gioca un ruolo fondamentale nel recupero dell’economia spagnola, dopo lo tsunami avvenuto in tutti i settori trainanti dell’ex miracolo economico europeo, tra cui l’immobiliare. E se Canarie e Baleari vivono un momento privilegiato come mete turistiche, sulla stessa onda si piazzano gli investimenti immobiliari. Ma non è la stessa cosa optare per il bordo del Mediterraneo o dell’Oceano. Intanto, l’insularità ha in Spagna due pesi e due misure. Mentre per le Canarie costituisce un atout, per le Baleari risulta svantaggiosa. Da sempre, le Canarie godono di un regime fiscale favorito e diverso rispetto al resto della penisola iberica. Il Ref (Regime economico e fiscale) è uno dei modelli più convenienti del “vecchio continente” per l’acquisizione, gestione e messa a reddito di patrimoni immobiliari e, ad esempio, di strutture turistico-ricettive.